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sabato 1 gennaio 2011 § Lascia un commento

Dal 1° gennaio 2011, la rassegna stampa si è trasferita: per consultarla non devi fare altro che cliccare qui.

L’intero archivio, ovviamente, può essere interamente stampato e/o condiviso.

2011 in review

domenica 1 gennaio 2012 § Lascia un commento

The WordPress.com stats helper monkeys prepared a 2011 annual report for this blog.

Here’s an excerpt:

A San Francisco cable car holds 60 people. This blog was viewed about 1.100 times in 2011. If it were a cable car, it would take about 18 trips to carry that many people.

Click here to see the complete report.

Hot Mag, 30/12/2010

giovedì 30 dicembre 2010 § 1 Commento

“Racconto storie perché mi diverte un casino”: intervista a Paolo Franchini

E dire che non mi avevano mai dato fastidio i racconti di quel tuo mondo fatto di viaggi in treno senza biglietto e senza meta, di capelli spettinati, di labbra dipinte, di caffè troppo dolci, di sorrisi sdentati, di unghie rosse di sopra e nere di sotto, di scarpe sformate, di vestiti che avresti regalato a chiunque, di domande e di risposte che avevano un senso solo per te.

(Paolo Franchini, Davvero un peccato)

 

Paolo Franchini, classe ’70, da Varese. Scrive, legge, cura antologie, disegna ed è pallido. I suoi romanzi sono “Lo strano caso della donna husky” (A.Car., 2007), “Nessuna pietà per gli inncocenti” e “Soprattutto la notte” (A.Car., 2008). Nel novembre 2010 esce il cortometraggio noir “L’uomo col toscano”, diretto da Matteo Comolli (produzione ConForma Italy), tratto da un suo racconto e del quale ha curato soggetto e sceneggiatura.

Paolo, fai un sacco di cose (non le ho citate tutte per brevità, ma le trovate qui). Al di là di tutto, sarà mica per questo che sei pallido?

Ho un vago sospetto anch’io, sai? Ci ho provato più di una volta, ma non c’è stato niente da fare: mi è davvero impossibile leggere all’aperto, al caldo, sotto il sole… Figurati un po’ scrivere, quindi. E poi, lo ammetto, mi trovo a mio agio soprattutto dopo il tramonto.

Subito prima di te ho intervistato De Cataldo: che effetto ti fa?

È una sensazione tanto strana quanto piacevole, sono sincero, soprattutto perché la cosa mi onora e mi lusinga parecchio. Chiedo scusa al papà di “Romanzo criminale” e mi permetto una battuta: mi fa più effetto pensare a chi intervisterai dopo di me, più che altro… Per capire se stai puntando in alto o se il tuo “trend” è in picchiata vertiginosa.

Parliamo de “L’uomo col toscano”: era un racconto ed è diventato un corto. Com’è successo?

È capitato per caso, posso dire, nel corso di una di quelle chiacchierate che si fanno a notte ormai fatta con il gomito appoggiato al bancone del bar. Quella volta mi capitò di parlare di libri e di cinema con Matteo Comolli, un tizio con gli occhi vispi che incrociavo ogni tanto per Varese, ma che non sapevo si occupasse – per lavoro – di riprese e regia. Prima dell’ultimo bicchiere, mi chiese di dare un’occhiata a qualche mio racconto e io fui ben contento, qualche giorno dopo, di spedirgli una mail con tre o quattro allegati. Fu “L’uomo col toscano” la storia che lo colpì, forse perché prevedeva pochi personaggi e poche location. Più semplice da far diventare un corto, quindi. Oggi, a quasi un anno e mezzo da quella serata al bar, quel racconto è sfuggito alla carta per finire anche su uno schermo. Una bella soddisfazione, nient’altro da aggiungere.

(qua sotto un filmato del backstage)

È stato difficile realizzare il corto? E poi, come ti trovi a lavorare su una sceneggiatura?

Le difficoltà maggiori, personalmente, le ho trovate nell’affrontare i tempi previsti dalla produzione: fino allo scorso anno, infatti, avevo sempre e solo scritto per le pagine di un libro o di una rivista, mai in previsione di riprese. Sono due mondi più differenti di quello che pensavo, soprattutto per le tempistiche. L’attesa fra i vari ciak, poi, spesso è davvero snervante: per le riprese che il copione asciuga in qualche riga, possono servire anche ore e, magari, ad esempio, solo per piazzare le luci e la camera al posto giusto. Il lavoro sulla sceneggiatura, invece, è stato meno problematico (e traumatico) del previsto, ma questo – penso – solo perché ho potuto scrivere tutto quello che mi passava per la testa. Avevo carta bianca, in tutti i sensi. Il regista e il resto della troupe non sempre l’hanno apprezzato, più che altro per le complicazioni tecniche causate dalla mia pignoleria, ma oramai è andata, no? Insomma, gli sarà passata… Non credi?

Parliamo dell’antologia benefica “365 storie cattive” (qua il sito). Tanto per cominciare, quando mi inviti a Varese a parlarne?

Spero ci si possa incontrare presto: sono in contatto con diverse persone per presentazioni a Varese e altrove. Il progetto benefico sta andando bene, molto bene. Anzi, quasi meglio del previsto, potrei dire. Sul sito ufficiale http://www.365web.tk si può raccogliere qualsiasi notizia sulla pubblicazione, dalle biografie di tutti e i 365 autori, ai rendiconto di incasso e versamento.

Perché hai voluto fare questa antologia?

Per dare una mano alla A.I.S.EA Onlus, l’associazione che raggruppa le famiglie italiane con un figlio colpito da Emiplegia Alternante. È una sindrome più che rara: i casi diagnosticati in Italia, infatti, sono circa 40. Troppo pochi per interessare davvero chi si occupa di ricerca. Oltre che la raccolta fondi, quindi, è importante far conoscere questo genere di realtà.

Soprattutto la notte” è il tuo ultimo romanzo. Varese è indispensabile per i tuoi noir?

Varese è un contenitore per le mie storie, tutto qui. È la scatola in cui vivo anch’io e che, per questo, mi sembra giusto usare. Forse perché la conosco abbastanza bene per sapere in quale angolo, e in quale momento, far capitare una determinata cosa. Bella o brutta che sia.

Ti interessa che i tuoi romanzi siano classificati sotto un genere piuttosto che un altro?

No, affatto. Anche perché le etichette non mi sono mai piaciute più di tanto.

Perché racconti storie?

La risposta è banale, lo so, ma lo faccio perché è una cosa che mi diverte un casino. Fino a qualche anno fa, le raccontavo solo a me stesso, oggi le pubblico anche: non c’è molta differenza, per come la vedo io.

Esiste davvero una letteratura di serie B e una di serie A?

La risposta politicamente corretta sarebbe un “no” secco, ma mi chiedi questa cosa proprio sotto Natale: ho ancora davanti agli occhi i mille totem di libri inutili innalzati nelle librerie in cui mi è capitato di infilarmi… Facciamo così: per questa domanda, ci possiamo risentire tra qualche mese? Prima dell’estate, però, sennò saremo alle prese con i nuovi totem da ombrellone e infradito…

Un romanzo che deve fare? Consolare, intrattenere, farti il solletico? Farti dormire, annoiarti  fino alla morte? O cosa?

Deve appassionare, per prima cosa. Deve regalare la voglia di girare le pagine, deve dare frenesia, quasi. E poi deve (o dovrebbe, almeno) farti scoprire qualcosa che non sapevi. Anche di te stesso, perché no?

Cosa stai leggendo in questo periodo?

Mi sto riconcedendo un po’ di John Fante e un po’ di Giuseppe Pontiggia. Senza fretta, a giuste dosi. Penso che questi due autori andrebbero fatti leggere nelle scuole, sai? Sono due biro che farebbero appassionare i ragazzi, avvicinandoli davvero ai libri e alla lettura. Altro che ebook e ammennicoli vari.

Che musica ascolti?

I veri “classiconi”, di solito, sia pop sia rock. Ma anche stavolta, niente etichette. Ascolto tutto quello che mi piace, insomma, a seconda dei momenti e delle situazioni.

Siamo nel 2011. Tra poco. Cosa ti auguri e cosa ci auguri.

Salute, affetti e senso dell’umorismo. Tre ingredienti che non dovrebbero mai mancare.

A cura di Sergio Paoli per “Rumori di fondo”: http://hotmag.me/rumorifondo/?p=535

Viterbo Live, 26/12/2010

domenica 26 dicembre 2010 § Lascia un commento

Libri: in uscita “365 storie cattive” antologia per gli amanti del noir

Una vera e propria antologia del noir con 365 brevi racconti imperdibili. Storie criminali e malvagie che si ispirano a fatti di cronaca e ai racconti dei grandi maestri della suspance. Giallo, noir, horror, thriller, gotico, fantascienza, spy-story, steampunk… il tutto raccolto in “365 storie cattive”, a cura dello scrittore varesino Paolo Franchini (www.paolofranchini.wordpress.com), recensito anche da Scuola Holden, per un fine benefico.

Tra gli autori tanti nuovi talenti e scrittori indipendenti oltre a numerose firme di prestigio del panorama letterario italiano . Il libro, che ha il pregio di smascherare la cattiveria, rendendola tangibile ed evidente anche in sé, è in vendita nella vetrina del sito www.ilmiolibro.kataweb.it e nelle Librerie Feltrinelli. Online gratis i primi capitoli (http://ilmiolibro.kataweb.it/storage2/vetrina/webprv/213707_webprv.pdf).

Con il racconto breve “La Valle delle Stoppie” (2010) è presente nell’antologia anche Lucio Aragri, autore di origini romane ma di adozione viterbese. L’intero ricavato della raccolta di “storie e storiacce”, per finanziare la ricerca scientifica, viene devoluto ad A.I.S.EA Onlus, l’associazione che raggruppa le famiglie italiane con figli colpiti da Emiplegia Alternante (www.aisea.org).

“La Valle delle Stoppie” di Lucio Aragri

Niente può essere più irreale della nostra stessa realtà. Se si analizza il nostro “Io” profondo, fino ed oltre i confini dell’inconscio, ci si accorge di essere quello che effettivamente siamo e che mai vorremmo ammettere. In questo racconto breve, composto solo da 365 parole, Aragri ci proietta d’incanto, prima, in mondo da favola per poi farci precipitare improvvisamente, lambendo le problematiche legate al DNA modificato con tecniche di ingegneria genetica, di fronte al crudele specchio della verità.

Afferma Lucio Aragri di se stesso in “FALSI BUONI E CATTIVI DAVVERO” (http://365web.wordpress.com/la-vetrina-degli-autori): «Scrivere volutamente parole cattive per un racconto non è sempre facile, anche se, poi, nella vita, possiamo essere anche degli emeriti cattivi. Difficilmente si ammette di essere quello che siamo nella sfumata linea di confine tra l’apparente buonismo e una cattiveria interiore per la quale si trovano, quasi sempre, nobili giustificazioni. Partecipare all’iniziativa “365 parole cattive” (http://365web.wordpress.com/) è stato per me un tormento interiore nel dilemma di quella maschera che spesso indosso per apparire l’esatto contrario di quello che sono o nell’essere ciò che sono, nell’equivoco e divertente gioco tra l’Essere e l’Apparire contando sul fatto che, nella vita, si è sempre fraintesi. Non sapendo più chi io sia e che tale situazione non importi ad alcuno, quei 500 casi nel mondo di cui 40 in Italia affetti dalla sindrome di Emiplegia Alternante che non sono uno scherzo filosofico e tantomeno un’anomala sindrome esistenziale, meritano il rispetto di un’infame e celata confessione, se pur espressa in un racconto, di quanto propaga e riversa, ogni giorno, la nostra indifferenza su ciò che ci ruota ritorno.

Solo se siamo sollecitati su questo o quell’argomento ci accorgiamo dell’esistenza dei problemi in quella purtroppo connaturata incapacità di scorgere la realtà… e la penna, allora, spesso scorre ad infilar parole per una giusta causa al fine di aiutarla, ma con il recondito obiettivo (questo si, il massimo della cattiveria) di veder pubblicato un racconto con la firma del nostro nome.

Ringrazio questa iniziativa per aver permesso di far scoprire in me quel cattivo che si maschera da buono e che mi costringe oggi a chiedere perdono delle mie colpe a quelle cinquecento persone che, invece, colpe non hanno».

LUCIO ARAGRI è lo pseudonimo sotto il quale si cela la vera identità dell’autore. Giornalista di origini romane ma di adozione viterbese, ha collaborato con alcune testate di rilievo nazionale ed emittenti radio-televisive locali ricoprendo anche incarichi di addetto stampa per realtà economiche del litorale tirrenico. Oggi è Direttore responsabile di una testata telematica di cultura e attualità. “La Casa in Mezzo al Mare” è la raccolta di racconti edita da NonSoloParole Edizioni nel 2005. Per lo stesso editore nel 2004 ha pubblicato il suo romanzo di esordio “Enclosed – I recintati”. Un altro suo racconto inoltre è presente nell’antologia “Buia è la notte – Vol. II” : “La notte dentro… la stanza n.19”, libera trasposizione di fatti realmente accaduti in un ospedale dell’Iraq tra la prima e la seconda “Guerra del Golfo”. Per iNarranti Autoproduzioni il suo ultimo romanzo (2006) “Tutte tranne una”. Altri suoi scritti e poesie sono presenti in portali web. Nel 2009 con il racconto “L’incontro” si aggiudica il secondo premio nella sezione narrativa del concorso Letterario Giornalistico “Sogno di una notte di mezza estate” pubblicato sulla rivista “L’Assenzio”, edita da Prospettiva Editrice.

http://www.viterbolive.com/primopiano/libri-in-uscita-365-storie-cattive-antologia-per-gli-amanti-del-noir/

On Tuscia, 24/12/2010

venerdì 24 dicembre 2010 § Lascia un commento

“365 storie cattive” per un fine benefico

VITERBO – (m) Una vera e propria antologia del noir con 365 brevi racconti imperdibili. Storie criminali e malvagie che si ispirano a fatti di cronaca e ai racconti dei grandi maestri della suspance. Giallo, noir, horror, thriller, gotico, fantascienza, spy-story, steampunk… il tutto raccolto in “365 storie cattive”, a cura dello scrittore varesino Paolo Franchini, recensito anche da Scuola Holden, per un fine benefico.

Tra gli autori tanti nuovi talenti e scrittori indipendenti oltre a numerose firme di prestigio del panorama letterario italiano. Il libro, che ha il pregio di smascherare la cattiveria, rendendola tangibile ed evidente anche in sé, è in vendita nella vetrina del sito www.ilmiolibro.kataweb.it e nelle Librerie Feltrinelli. Online gratis i primi capitoli.

Con il racconto breve “La Valle delle Stoppie” (2010) è presente nell’antologia anche Lucio Aragri, autore di origini romane ma di adozione viterbese. L’intero ricavato della raccolta di “storie e storiacce”, per finanziare la ricerca scientifica, viene devoluto ad A.I.S.EA Onlus, l’associazione che raggruppa le famiglie italiane con figli colpiti da Emiplegia Alternante (www.aiseaonlus.org).

“La Valle delle Stoppie” di Lucio Aragri

Niente può essere più irreale della nostra stessa realtà. Se si analizza il nostro “Io” profondo, fino ed oltre i confini dell’inconscio, ci si accorge di essere quello che effettivamente siamo e che mai vorremmo ammettere. In questo racconto breve, composto solo da 365 parole, Aragri ci proietta d’incanto, prima, in mondo da favola per poi farci precipitare improvvisamente, lambendo le problematiche legate al DNA modificato con tecniche di ingegneria genetica, di fronte al crudele specchio della verità.

Afferma Lucio Aragri di se stesso in “Falsi buoni e cattivi davvero”: “Scrivere volutamente parole cattive per un racconto non è sempre facile, anche se, poi, nella vita, possiamo essere anche degli emeriti cattivi. Difficilmente si ammette di essere quello che siamo nella sfumata linea di confine tra l’apparente buonismo e una cattiveria interiore per la quale si trovano, quasi sempre, nobili giustificazioni. Partecipare all’iniziativa “365 parole cattive” è stato per me un tormento interiore nel dilemma di quella maschera che spesso indosso per apparire l’esatto contrario di quello che sono o nell’essere ciò che sono, nell’equivoco e divertente gioco tra l’Essere e l’Apparire contando sul fatto che, nella vita, si è sempre fraintesi. Non sapendo più chi io sia e che tale situazione non importi ad alcuno, quei 500 casi nel mondo di cui 40 in Italia affetti dalla sindrome di Emiplegia Alternante che non sono uno scherzo filosofico e tantomeno un’anomala sindrome esistenziale, meritano il rispetto di un’infame e celata confessione, se pur espressa in un racconto, di quanto propaga e riversa, ogni giorno, la nostra indifferenza su ciò che ci ruota ritorno.

Solo se siamo sollecitati su questo o quell’argomento ci accorgiamo dell’esistenza dei problemi in quella purtroppo connaturata incapacità di scorgere la realtà… e la penna, allora, spesso scorre ad infilar parole per una giusta causa al fine di aiutarla, ma con il recondito obiettivo (questo si, il massimo della cattiveria) di veder pubblicato un racconto con la firma del nostro nome. Ringrazio questa iniziativa per aver permesso di far scoprire in me quel cattivo che si maschera da buono e che mi costringe oggi a chiedere perdono delle mie colpe a quelle cinquecento persone che, invece, colpe non hanno”.

Lucio Aragri è lo pseudonimo sotto il quale si cela la vera identità dell’autore. Giornalista di origini romane ma di adozione viterbese, ha collaborato con alcune testate di rilievo nazionale ed emittenti radio-televisive locali ricoprendo anche incarichi di addetto stampa per realtà economiche del litorale tirrenico. Oggi è Direttore responsabile di una testata telematica di cultura e attualità. “La Casa in Mezzo al Mare” è la raccolta di racconti edita da NonSoloParole Edizioni nel 2005. Per lo stesso editore nel 2004 ha pubblicato il suo romanzo di esordio “Enclosed – I recintati”. Un altro suo racconto inoltre è presente nell’antologia “Buia è la notte – Vol. II” : “La notte dentro… la stanza n.19”, libera trasposizione di fatti realmente accaduti in un ospedale dell’Iraq tra la prima e la seconda “Guerra del Golfo”. Per iNarranti Autoproduzioni il suo ultimo romanzo (2006) “Tutte tranne una”. Altri suoi scritti e poesie sono presenti in portali web. Nel 2009 con il racconto “L’incontro” si aggiudica il secondo premio nella sezione narrativa del concorso Letterario Giornalistico “Sogno di una notte di mezza estate” pubblicato sulla rivista “L’Assenzio”, edita da Prospettiva Editrice.

FIRMA ANCHE TU LA LETTERA COMUNE ALLE REGIONI PER IL RICONOSCIMENTO DELLE MALATTIE RARE NON INSERITE NELL’ALLEGATO 1 DEL DM 279/01 – ENTRO IL 20 GENNAIO 2011 – Invia un’email a info@aiseaonlus.org con questo testo: “Sottoscrivo la lettera alle Regioni per richiedere il riconoscimento dell’Emiplegia Alternante e di tutte le altre malattie rare ancora non riconosciute”. Ovviamente, ricorda di aggiungere il tuo nome e cognome.

http://www.ontuscia.it/news.php?extend.52985.8

Hot Mag, 24/12/2010

venerdì 24 dicembre 2010 § Lascia un commento

Natale in noir: l’antologia natalizia curata da Alessandra Buccheri (aka Angolo nero) e Paolo Gardinali

Natale in noir è il regalo di natale che il blog “L’angolo nero” ha fatto ai suoi lettori. L’antologia, liberamente scaricabile, contiene i racconti di:

Vito Bollettino, A Natale u presepio sarà ‘na bomba
Sandrone Dazieri, Lavoro di Natale
Paolo Franchini, I gioielli di Porpora
Romano De Marco, Regalo di Natale
Sam Stoner, Suicidio e resurrezione
Angelo Marenzana, Per colpa di Babbo Natale
Ida Ferrari, Attila per caso
Gianfranco Ferrari, Il colpo
Marco Vichi, L’appuntamento
Frank Gordon, Fermata Facoltativa

I possessori di ebook-reader possono leggerla direttamente nel lettore, oppure si può leggere da computer qui: Natale in Noir.

http://hotmag.me/barbariche/2010/12/24/natale-in-noir-lantologia-natalizia-curata-da-alessandra-buccheri-aka-angolo-nero-e-paolo-gardinali/

Punto Radio, 21/12/2010

martedì 21 dicembre 2010 § Lascia un commento

Cantate con noi la canzone di Natale di “Siamo in Onda”

Che Natale sarebbe senza una scampanellante canzone da cantare squarciagola – stonati ma felici – sotto il vischio? Ecco allora “Siamo in Christmas”, la canzone di Natale che abbiamo intonato per voi sulle note di “Jingle bells”.
La musica è generosamente suonata da Lorenzo Bertocchini, il testo è di Paolo Franchini, le voci sono quelle di Valentina Cosimi e il coro del team del nostro programma. La direzione è di William Facchinetti Kerdudo.

C’è un piccolo retroscena che vorrei raccontarvi: quando sono stato invitato ad unirmi al coro, ho cercato di far presente al maestro Bertocchini le mie scarse doti canore.

“Nessuno è veramente stonato” mi ha risposto. Salvo poi ricredersi pochi minuti dopo in saletta di registrazione. Qualcosa mi dice che la prossima canzone di Natale i mie compagni di radio la registreranno in un luogo segreto. Segreto almeno per me. E non posso certo biasimarli.

E adesso mettete a palla le casse del vostro computer e unitevi al coro, seguendo le parole che scorreranno sul video. Siete pronti? Uno, due, tre: clic!

Fulvio Julita

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