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gennaio 1st, 2011 § Lascia un commento
Dal 1° gennaio 2011, la rassegna stampa si è trasferita: per consultarla non devi fare altro che cliccare qui.
L’intero archivio, ovviamente, può essere interamente stampato e/o condiviso.
2011 in review
gennaio 1st, 2012 § Lascia un commento
The WordPress.com stats helper monkeys prepared a 2011 annual report for this blog.
Here’s an excerpt:
A San Francisco cable car holds 60 people. This blog was viewed about 1.100 times in 2011. If it were a cable car, it would take about 18 trips to carry that many people.
Hot Mag, 30/12/2010
dicembre 30th, 2010 § 1 commento
“Racconto storie perché mi diverte un casino”: intervista a Paolo Franchini
E dire che non mi avevano mai dato fastidio i racconti di quel tuo mondo fatto di viaggi in treno senza biglietto e senza meta, di capelli spettinati, di labbra dipinte, di caffè troppo dolci, di sorrisi sdentati, di unghie rosse di sopra e nere di sotto, di scarpe sformate, di vestiti che avresti regalato a chiunque, di domande e di risposte che avevano un senso solo per te.
(Paolo Franchini, Davvero un peccato)
Paolo Franchini, classe ’70, da Varese. Scrive, legge, cura antologie, disegna ed è pallido. I suoi romanzi sono “Lo strano caso della donna husky” (A.Car., 2007), “Nessuna pietà per gli inncocenti” e “Soprattutto la notte” (A.Car., 2008). Nel novembre 2010 esce il cortometraggio noir “L’uomo col toscano”, diretto da Matteo Comolli (produzione ConForma Italy), tratto da un suo racconto e del quale ha curato soggetto e sceneggiatura.
Paolo, fai un sacco di cose (non le ho citate tutte per brevità, ma le trovate qui). Al di là di tutto, sarà mica per questo che sei pallido?
Ho un vago sospetto anch’io, sai? Ci ho provato più di una volta, ma non c’è stato niente da fare: mi è davvero impossibile leggere all’aperto, al caldo, sotto il sole… Figurati un po’ scrivere, quindi. E poi, lo ammetto, mi trovo a mio agio soprattutto dopo il tramonto.
Subito prima di te ho intervistato De Cataldo: che effetto ti fa?
È una sensazione tanto strana quanto piacevole, sono sincero, soprattutto perché la cosa mi onora e mi lusinga parecchio. Chiedo scusa al papà di “Romanzo criminale” e mi permetto una battuta: mi fa più effetto pensare a chi intervisterai dopo di me, più che altro… Per capire se stai puntando in alto o se il tuo “trend” è in picchiata vertiginosa.
Parliamo de “L’uomo col toscano”: era un racconto ed è diventato un corto.
Com’è successo?
È capitato per caso, posso dire, nel corso di una di quelle chiacchierate che si fanno a notte ormai fatta con il gomito appoggiato al bancone del bar. Quella volta mi capitò di parlare di libri e di cinema con Matteo Comolli, un tizio con gli occhi vispi che incrociavo ogni tanto per Varese, ma che non sapevo si occupasse – per lavoro – di riprese e regia. Prima dell’ultimo bicchiere, mi chiese di dare un’occhiata a qualche mio racconto e io fui ben contento, qualche giorno dopo, di spedirgli una mail con tre o quattro allegati. Fu “L’uomo col toscano” la storia che lo colpì, forse perché prevedeva pochi personaggi e poche location. Più semplice da far diventare un corto, quindi. Oggi, a quasi un anno e mezzo da quella serata al bar, quel racconto è sfuggito alla carta per finire anche su uno schermo. Una bella soddisfazione, nient’altro da aggiungere.
(qua sotto un filmato del backstage)
È stato difficile realizzare il corto? E poi, come ti trovi a lavorare su una sceneggiatura?
Le difficoltà maggiori, personalmente, le ho trovate nell’affrontare i tempi previsti dalla produzione: fino allo scorso anno, infatti, avevo sempre e solo scritto per le pagine di un libro o di una rivista, mai in previsione di riprese. Sono due mondi più differenti di quello che pensavo, soprattutto per le tempistiche. L’attesa fra i vari ciak, poi, spesso è davvero snervante: per le riprese che il copione asciuga in qualche riga, possono servire anche ore e, magari, ad esempio, solo per piazzare le luci e la camera al posto giusto. Il lavoro sulla sceneggiatura, invece, è stato meno problematico (e traumatico) del previsto, ma questo – penso – solo perché ho potuto scrivere tutto quello che mi passava per la testa. Avevo carta bianca, in tutti i sensi. Il regista e il resto della troupe non sempre l’hanno apprezzato, più che altro per le complicazioni tecniche causate dalla mia pignoleria, ma oramai è andata, no? Insomma, gli sarà passata… Non credi?
Parliamo dell’antologia benefica “365 storie cattive” (qua il sito). Tanto per cominciare, quando mi inviti a Varese a parlarne?
Spero ci si possa incontrare presto: sono in contatto con diverse persone per presentazioni a Varese e altrove. Il progetto benefico sta andando bene, molto bene. Anzi, quasi meglio del previsto, potrei dire. Sul sito ufficiale www.365web.tk si può raccogliere qualsiasi notizia sulla pubblicazione, dalle biografie di tutti e i 365 autori, ai rendiconto di incasso e versamento.
Perché hai voluto fare questa antologia?
Per dare una mano alla A.I.S.EA Onlus, l’associazione che raggruppa le famiglie italiane con un figlio colpito da Emiplegia Alternante. È una sindrome più che rara: i casi diagnosticati in Italia, infatti, sono circa 40. Troppo pochi per interessare davvero chi si occupa di ricerca. Oltre che la raccolta fondi, quindi, è importante far conoscere questo genere di realtà.
“Soprattutto la notte” è il tuo ultimo romanzo. Varese è indispensabile per i
tuoi noir?
Varese è un contenitore per le mie storie, tutto qui. È la scatola in cui vivo anch’io e che, per questo, mi sembra giusto usare. Forse perché la conosco abbastanza bene per sapere in quale angolo, e in quale momento, far capitare una determinata cosa. Bella o brutta che sia.
Ti interessa che i tuoi romanzi siano classificati sotto un genere piuttosto che un altro?
No, affatto. Anche perché le etichette non mi sono mai piaciute più di tanto.
Perché racconti storie?
La risposta è banale, lo so, ma lo faccio perché è una cosa che mi diverte un casino. Fino a qualche anno fa, le raccontavo solo a me stesso, oggi le pubblico anche: non c’è molta differenza, per come la vedo io.
Esiste davvero una letteratura di serie B e una di serie A?
La risposta politicamente corretta sarebbe un “no” secco, ma mi chiedi questa cosa proprio sotto Natale: ho ancora davanti agli occhi i mille totem di libri inutili innalzati nelle librerie in cui mi è capitato di infilarmi… Facciamo così: per questa domanda, ci possiamo risentire tra qualche mese? Prima dell’estate, però, sennò saremo alle prese con i nuovi totem da ombrellone e infradito…
Un romanzo che deve fare? Consolare, intrattenere, farti il solletico? Farti dormire, annoiarti fino alla morte? O cosa?
Deve appassionare, per prima cosa. Deve regalare la voglia di girare le pagine, deve dare frenesia, quasi. E poi deve (o dovrebbe, almeno) farti scoprire qualcosa che non sapevi. Anche di te stesso, perché no?
Cosa stai leggendo in questo periodo?
Mi sto riconcedendo un po’ di John Fante e un po’ di Giuseppe Pontiggia. Senza fretta, a giuste dosi. Penso che questi due autori andrebbero fatti leggere nelle scuole, sai? Sono due biro che farebbero appassionare i ragazzi, avvicinandoli davvero ai libri e alla lettura. Altro che ebook e ammennicoli vari.
Che musica ascolti?
I veri “classiconi”, di solito, sia pop sia rock. Ma anche stavolta, niente etichette. Ascolto tutto quello che mi piace, insomma, a seconda dei momenti e delle situazioni.
Siamo nel 2011. Tra poco. Cosa ti auguri e cosa ci auguri.
Salute, affetti e senso dell’umorismo. Tre ingredienti che non dovrebbero mai mancare.
A cura di Sergio Paoli per “Rumori di fondo”: http://hotmag.me/rumorifondo/?p=535
Viterbo Live, 26/12/2010
dicembre 26th, 2010 § Lascia un commento
Libri: in uscita “365 storie cattive” antologia per gli amanti del noir
Una vera e propria antologia del noir con 365 brevi racconti imperdibili. Storie criminali e malvagie che si ispirano a fatti di cronaca e ai racconti dei grandi maestri della suspance. Giallo, noir, horror, thriller, gotico, fantascienza, spy-story, steampunk… il tutto raccolto in “365 storie cattive”, a cura dello scrittore varesino Paolo Franchini (www.paolofranchini.wordpress.com), recensito anche da Scuola Holden, per un fine benefico.
Tra gli autori tanti nuovi talenti e scrittori indipendenti oltre a numerose firme di prestigio del panorama letterario italiano . Il libro, che ha il pregio di smascherare la cattiveria, rendendola tangibile ed evidente anche in sé, è in vendita nella vetrina del sito www.ilmiolibro.kataweb.it e nelle Librerie Feltrinelli. Online gratis i primi capitoli (http://ilmiolibro.kataweb.it/storage2/vetrina/webprv/213707_webprv.pdf).
Con il racconto breve “La Valle delle Stoppie” (2010) è presente nell’antologia anche Lucio Aragri, autore di origini romane ma di adozione viterbese. L’intero ricavato della raccolta di “storie e storiacce”, per finanziare la ricerca scientifica, viene devoluto ad A.I.S.EA Onlus, l’associazione che raggruppa le famiglie italiane con figli colpiti da Emiplegia Alternante (www.aisea.org).
“La Valle delle Stoppie” di Lucio Aragri
Niente può essere più irreale della nostra stessa realtà. Se si analizza il nostro “Io” profondo, fino ed oltre i confini dell’inconscio, ci si accorge di essere quello che effettivamente siamo e che mai vorremmo ammettere. In questo racconto breve, composto solo da 365 parole, Aragri ci proietta d’incanto, prima, in mondo da favola per poi farci precipitare improvvisamente, lambendo le problematiche legate al DNA modificato con tecniche di ingegneria genetica, di fronte al crudele specchio della verità.
Afferma Lucio Aragri di se stesso in “FALSI BUONI E CATTIVI DAVVERO” (http://365web.wordpress.com/la-vetrina-degli-autori): «Scrivere volutamente parole cattive per un racconto non è sempre facile, anche se, poi, nella vita, possiamo essere anche degli emeriti cattivi. Difficilmente si ammette di essere quello che siamo nella sfumata linea di confine tra l’apparente buonismo e una cattiveria interiore per la quale si trovano, quasi sempre, nobili giustificazioni. Partecipare all’iniziativa “365 parole cattive” (http://365web.wordpress.com/) è stato per me un tormento interiore nel dilemma di quella maschera che spesso indosso per apparire l’esatto contrario di quello che sono o nell’essere ciò che sono, nell’equivoco e divertente gioco tra l’Essere e l’Apparire contando sul fatto che, nella vita, si è sempre fraintesi. Non sapendo più chi io sia e che tale situazione non importi ad alcuno, quei 500 casi nel mondo di cui 40 in Italia affetti dalla sindrome di Emiplegia Alternante che non sono uno scherzo filosofico e tantomeno un’anomala sindrome esistenziale, meritano il rispetto di un’infame e celata confessione, se pur espressa in un racconto, di quanto propaga e riversa, ogni giorno, la nostra indifferenza su ciò che ci ruota ritorno.
Solo se siamo sollecitati su questo o quell’argomento ci accorgiamo dell’esistenza dei problemi in quella purtroppo connaturata incapacità di scorgere la realtà… e la penna, allora, spesso scorre ad infilar parole per una giusta causa al fine di aiutarla, ma con il recondito obiettivo (questo si, il massimo della cattiveria) di veder pubblicato un racconto con la firma del nostro nome.
Ringrazio questa iniziativa per aver permesso di far scoprire in me quel cattivo che si maschera da buono e che mi costringe oggi a chiedere perdono delle mie colpe a quelle cinquecento persone che, invece, colpe non hanno».
LUCIO ARAGRI è lo pseudonimo sotto il quale si cela la vera identità dell’autore. Giornalista di origini romane ma di adozione viterbese, ha collaborato con alcune testate di rilievo nazionale ed emittenti radio-televisive locali ricoprendo anche incarichi di addetto stampa per realtà economiche del litorale tirrenico. Oggi è Direttore responsabile di una testata telematica di cultura e attualità. “La Casa in Mezzo al Mare” è la raccolta di racconti edita da NonSoloParole Edizioni nel 2005. Per lo stesso editore nel 2004 ha pubblicato il suo romanzo di esordio “Enclosed – I recintati”. Un altro suo racconto inoltre è presente nell’antologia “Buia è la notte – Vol. II” : “La notte dentro… la stanza n.19”, libera trasposizione di fatti realmente accaduti in un ospedale dell’Iraq tra la prima e la seconda “Guerra del Golfo”. Per iNarranti Autoproduzioni il suo ultimo romanzo (2006) “Tutte tranne una”. Altri suoi scritti e poesie sono presenti in portali web. Nel 2009 con il racconto “L’incontro” si aggiudica il secondo premio nella sezione narrativa del concorso Letterario Giornalistico “Sogno di una notte di mezza estate” pubblicato sulla rivista “L’Assenzio”, edita da Prospettiva Editrice.
On Tuscia, 24/12/2010
dicembre 24th, 2010 § Lascia un commento
“365 storie cattive” per un fine benefico
VITERBO – (m) Una vera e propria antologia del noir con 365 brevi racconti imperdibili. Storie criminali e malvagie che si ispirano a fatti di cronaca e ai racconti dei grandi maestri della suspance. Giallo, noir, horror, thriller, gotico, fantascienza, spy-story, steampunk… il tutto raccolto in “365 storie cattive”, a cura dello scrittore varesino Paolo Franchini, recensito anche da Scuola Holden, per un fine benefico.
Tra gli autori tanti nuovi talenti e scrittori indipendenti oltre a numerose firme di prestigio del panorama letterario italiano. Il libro, che ha il pregio di smascherare la cattiveria, rendendola tangibile ed evidente anche in sé, è in vendita nella vetrina del sito www.ilmiolibro.kataweb.it e nelle Librerie Feltrinelli. Online gratis i primi capitoli.
Con il racconto breve “La Valle delle Stoppie” (2010) è presente nell’antologia anche Lucio Aragri, autore di origini romane ma di adozione viterbese. L’intero ricavato della raccolta di “storie e storiacce”, per finanziare la ricerca scientifica, viene devoluto ad A.I.S.EA Onlus, l’associazione che raggruppa le famiglie italiane con figli colpiti da Emiplegia Alternante (www.aiseaonlus.org).
“La Valle delle Stoppie” di Lucio Aragri
Niente può essere più irreale della nostra stessa realtà. Se si analizza il nostro “Io” profondo, fino ed oltre i confini dell’inconscio, ci si accorge di essere quello che effettivamente siamo e che mai vorremmo ammettere. In questo racconto breve, composto solo da 365 parole, Aragri ci proietta d’incanto, prima, in mondo da favola per poi farci precipitare improvvisamente, lambendo le problematiche legate al DNA modificato con tecniche di ingegneria genetica, di fronte al crudele specchio della verità.
Afferma Lucio Aragri di se stesso in “Falsi buoni e cattivi davvero”: “Scrivere volutamente parole cattive per un racconto non è sempre facile, anche se, poi, nella vita, possiamo essere anche degli emeriti cattivi. Difficilmente si ammette di essere quello che siamo nella sfumata linea di confine tra l’apparente buonismo e una cattiveria interiore per la quale si trovano, quasi sempre, nobili giustificazioni. Partecipare all’iniziativa “365 parole cattive” è stato per me un tormento interiore nel dilemma di quella maschera che spesso indosso per apparire l’esatto contrario di quello che sono o nell’essere ciò che sono, nell’equivoco e divertente gioco tra l’Essere e l’Apparire contando sul fatto che, nella vita, si è sempre fraintesi. Non sapendo più chi io sia e che tale situazione non importi ad alcuno, quei 500 casi nel mondo di cui 40 in Italia affetti dalla sindrome di Emiplegia Alternante che non sono uno scherzo filosofico e tantomeno un’anomala sindrome esistenziale, meritano il rispetto di un’infame e celata confessione, se pur espressa in un racconto, di quanto propaga e riversa, ogni giorno, la nostra indifferenza su ciò che ci ruota ritorno.
Solo se siamo sollecitati su questo o quell’argomento ci accorgiamo dell’esistenza dei problemi in quella purtroppo connaturata incapacità di scorgere la realtà… e la penna, allora, spesso scorre ad infilar parole per una giusta causa al fine di aiutarla, ma con il recondito obiettivo (questo si, il massimo della cattiveria) di veder pubblicato un racconto con la firma del nostro nome. Ringrazio questa iniziativa per aver permesso di far scoprire in me quel cattivo che si maschera da buono e che mi costringe oggi a chiedere perdono delle mie colpe a quelle cinquecento persone che, invece, colpe non hanno”.
Lucio Aragri è lo pseudonimo sotto il quale si cela la vera identità dell’autore. Giornalista di origini romane ma di adozione viterbese, ha collaborato con alcune testate di rilievo nazionale ed emittenti radio-televisive locali ricoprendo anche incarichi di addetto stampa per realtà economiche del litorale tirrenico. Oggi è Direttore responsabile di una testata telematica di cultura e attualità. “La Casa in Mezzo al Mare” è la raccolta di racconti edita da NonSoloParole Edizioni nel 2005. Per lo stesso editore nel 2004 ha pubblicato il suo romanzo di esordio “Enclosed – I recintati”. Un altro suo racconto inoltre è presente nell’antologia “Buia è la notte – Vol. II” : “La notte dentro… la stanza n.19”, libera trasposizione di fatti realmente accaduti in un ospedale dell’Iraq tra la prima e la seconda “Guerra del Golfo”. Per iNarranti Autoproduzioni il suo ultimo romanzo (2006) “Tutte tranne una”. Altri suoi scritti e poesie sono presenti in portali web. Nel 2009 con il racconto “L’incontro” si aggiudica il secondo premio nella sezione narrativa del concorso Letterario Giornalistico “Sogno di una notte di mezza estate” pubblicato sulla rivista “L’Assenzio”, edita da Prospettiva Editrice.
FIRMA ANCHE TU LA LETTERA COMUNE ALLE REGIONI PER IL RICONOSCIMENTO DELLE MALATTIE RARE NON INSERITE NELL’ALLEGATO 1 DEL DM 279/01 – ENTRO IL 20 GENNAIO 2011 – Invia un’email a info@aiseaonlus.org con questo testo: “Sottoscrivo la lettera alle Regioni per richiedere il riconoscimento dell’Emiplegia Alternante e di tutte le altre malattie rare ancora non riconosciute”. Ovviamente, ricorda di aggiungere il tuo nome e cognome.
Hot Mag, 24/12/2010
dicembre 24th, 2010 § Lascia un commento
Natale in noir: l’antologia natalizia curata da Alessandra Buccheri (aka Angolo nero) e Paolo Gardinali
Natale in noir è il regalo di natale che il blog “L’angolo nero” ha fatto ai suoi lettori. L’antologia, liberamente scaricabile, contiene i racconti di:
Vito Bollettino, A Natale u presepio sarà ‘na bomba
Sandrone Dazieri, Lavoro di Natale
Paolo Franchini, I gioielli di Porpora
Romano De Marco, Regalo di Natale
Sam Stoner, Suicidio e resurrezione
Angelo Marenzana, Per colpa di Babbo Natale
Ida Ferrari, Attila per caso
Gianfranco Ferrari, Il colpo
Marco Vichi, L’appuntamento
Frank Gordon, Fermata Facoltativa
I possessori di ebook-reader possono leggerla direttamente nel lettore, oppure si può leggere da computer qui: Natale in Noir.
Punto Radio, 21/12/2010
dicembre 21st, 2010 § Lascia un commento

Cantate con noi la canzone di Natale di “Siamo in Onda”
C’è un piccolo retroscena che vorrei raccontarvi: quando sono stato invitato ad unirmi al coro, ho cercato di far presente al maestro Bertocchini le mie scarse doti canore.
E adesso mettete a palla le casse del vostro computer e unitevi al coro, seguendo le parole che scorreranno sul video. Siete pronti? Uno, due, tre: clic!
Fulvio Julita
Sonorika, 21/12/2010
dicembre 21st, 2010 § Lascia un commento
365 storie cattive
A cura di Paolo Franchini, 365 storie cattive da 365 parole (al massimo) ciascuna. Scrittori già noti e affermati insieme a esordienti di belle speranze e perfetti sconosciuti per un fine totalmente benefico: l’intero ricavato di questa antologia nera… continua…
Piano di zona S2, 21/12/2010
dicembre 21st, 2010 § Lascia un commento
Un libro che morde
Per finanziare la ricerca su una malattia rara che colpisce i bambini
Ci sono storie senza tempo; ci sono storie che non hanno nulla di certo; ci sono storiacce; ci sono storie che tracimano verso la tragedia. E ci sono reazioni di ogni tipo: c’è chi si chiude in casa, con l’aggiunta di un pudore che somma tragedie a tragedia; c’è chi strumentalizza i propri guai, se non li ha addirittura inventati, e qui siamo nell’ambito della truffa; c’è chi condivide le tragedie con la propria famiglia, e questo è un caso che pare sempre più raro, per i noti fenomeni di disgregazione familiare; e c’è chi con pacatezza equilibrata, perseveranza, potenza sorretta da una non scalfibile correttezza, si aggrega e cerca solidarietà, senza scadere in atteggiamenti gridati.
C’è spesso, purtroppo, l’assenza delle Istituzioni. In compenso c’è l’etica altissima di medici che aiutano senza sovra-apparire, con un atteggiamento che ci appare di estatica bellezza.
La nostra idea è che sollecitare il pietismo non serva e che possa addirittura danneggiare qualsiasi buona causa; usare, invece, le leve della curiosità, dell’umorismo, addirittura della cattiveria, faciliti il conseguimento degli obiettivi, per ottenere di più e chiarire meglio le intenzioni.
Questo ce lo hanno insegnato. Noi non ci saremmo mai arrivate. Per questo siamo sinceramente riconoscenti a Paolo Franchini, lo scrittore noir varesino, del quale consigliamo di conoscere anche la sua formidabile umanità disinteressata (www.paolofranchini.wordpress.com), e Rosaria Vavassori. Il primo ci fece il suo nome e ci disse di A.I.S.EA (www.blog.aisea.org).
Fu il primo, Paolo Franchini, a ideare 365 storie cattive, l’antologia che avrebbe dovuto arricchirsi delle storie brevi di quegli scrittori che avrebbero potuto spendere un po’ di tempo e la loro penna per finanziare la ricerca, l’unico mezzo possibile, per contrastare una malattia: l’emiplagia alternante, una malattia quasi sconosciuta, anche alle famiglie, come si può apprendere qui: guarda lo spot.
È un video che dura solo 45 secondi: non abbiamo mai vissuto 45 secondi così intensi. Se non vi fosse dietro la sofferenza di bambini, pochi, ma ciò non riduce la gravità, anzi l’amplifica per l’inevitabile senso di solitudine, e non dovrebbe indurre alla disattenzione, diremmo che abbiamo anche provato momenti di grande tenerezza e gioia. Preferiremmo non fosse stato così, non aver gioito per immagini e voci che parlano di una malattia, ma ciò non è forse in sintonia con quanto cercavamo di dire? Sarebbe stato meglio, forse, esibire bambini sofferenti? Siamo certe di no. Siamo certe che chiunque vedrà quelle immagini e sentirà quelle voci, due, una di bimbo e l’altra di donna, resterà abbagliato per l’autentica bellezza.
Per finanziare A.I.S.EA si può acquistare il libro 365 storie cattive presso le librerie Feltrinelli e, a un prezzo ridotto, nella versione con la copertina COVER SHOCK o COVER SMART (qui e qui).
http://www.pianodizonas2.it/tutte-le-news/ultime-notizie/603-un-libro-che-morde.html
Video Andria, 20/12/2010
dicembre 20th, 2010 § Lascia un commento
Anche un autore andriese nella rivista digitale di fantascienza “Altrisogni”
(…) Autore di corti e videoclip – “Notte fuori”(2003) e “Danzese” (2009) i più rappresentativi – entrambi su You Tube – e giornalista culturale per testate come Writers Magazine, Carmilla, Bat Comunica, Riccardo Falcetta è reduce da partecipazioni antologiche di prestigio come l’heroic-fantasy collettivo “Mahayavan” (Edizioni Scudo) e “365 Storie Cattive”. Questo libro di racconti, in particolare, concepito dallo scrittore varesino Paolo Franchini per finanziare A.I.S.EA Onlus nella ricerca e nel supporto ai bambini colpiti da Emiplegia Alternante, vanta numerose firme di prestigio del panorama letterario italiano e si è subito imposto come il più venduto della storia de ilmiolibro.it, guadagnandosi anche una recensione di Alessandra Minervini, della scuola Holden di Baricco. (…)
Leggi l’articolo completo: http://www.videoandria.com/2010/12/20/anche-un-autore-andriese-nella-rivista-digitale-di-fantascienza-%E2%80%9Caltrisogni%E2%80%9D/
Thriller Magazine, 20/12/2010
dicembre 20th, 2010 § Lascia un commento
Natale in noir
Antologia di racconti natalizi
Natale in Noir è la prima antologia digitale con il “bollino di qualità” dell’Angolo Nero (www.angolonero.blogosfere.it), è a cura di Alessandra Buccheri e Paolo Gardinali e contiene i seguenti racconti:
Vito Bollettino, A Natale u presepio sarà ‘na bomba
Sandrone Dazieri, Lavoro di Natale
Paolo Franchini, I gioielli di porpora
Romano De Marco, Regalo di Natale
Sam Stoner, Suicidio e resurrezione
Angelo Marenzana, Per colpa di Babbo Natale
Ida Ferrari, Attila per caso
Gianfranco Ferrari, Il colpo
Marco Vichi, L’appuntamento
Frank Gordon, Fermata Facoltativa
Se preferite il formato cartaceo, Natale in Noir è disponibile anche per il Print on Demand su Lulu. In questo caso il costo è di 5.81 euro.
http://www.lulu.com/product/file-download/natale-in-noir/14300803
Dallo stesso link potete scaricare gratuitamente il file PDF.
Varese.net, 20/12/2010
dicembre 20th, 2010 § Lascia un commento
“L’uomo col Toscano” al bar Veratti
Cultura e Spettacolo, Varese – Giovedì 23 Dicembre 2010, alle ore 19:30, presso il Veratti’s Cafè, Via Veratti 4 – Varese, a cura della Produzione Cinematografica del Film “HYBRID, una jena in cassaforte”, FERING SRL-MILANO – Amministratore Unico: Ninì Della Misericordia, regia di Cesare Canevari, girato interamente a Varese presso Villa Toeplitz.
In collaborazione con “Lucera Bella”-”Terre e Gusti” di Lucera – “Pro Loco” di Varese – “Cuoricino d’oro” Gruppo Leccese di Luino – “L’emporio” di Santa Maria del Monte.
“SERATA NOIR” con aperitivo strettamente “noir”, degustazioni “giallo/noir”, proiezione del cortometraggio “noir” L’UOMO COL TOSCANO girato interamente a Varese.
Con la partecipazione dell’Autore: Paolo Franchini e il suo ultimo libro “noir” SOPRATTUTTO LA NOTTE.
http://www.varese.net/cultura/1761-varese/12028-qluomo-col-toscanoq-al-bar-veratti.html
Cultura 2.0, 19/12/2010
dicembre 19th, 2010 § Lascia un commento
L’iniziativa “Natale in noir” dell’Angolo nero diventa un’antologia
Riassunto delle puntate precedenti: qualche tempo fa il blog Angolo Nero aveva chiamato a raccolta scrittori amanti del noir in tutte le sue forme con una “chiamata in correità letteraria” ovviamente a “tema” (“thriller, hard boiled, giallo classico…“).
Dopo aver raccolto le numerose risposte e aver operato una dura selezione, è adesso disponibile in formato digitale o cartaceo secondo la formula del Print on Demand, dal titolo “Natale in noir”.
Gli autori e relativi titoli dei racconti selezionati sono:
Vito Bollettino, A Natale u presepio sarà ‘na bomba
Sandrone Dazieri, Lavoro di Natale
Paolo Franchini, I gioielli di porpora
Romano De Marco, Regalo di Natale
Sam Stoner, Suicidio e resurrezione
Angelo Marenzana, Per colpa di Babbo Natale
Ida Ferrari, Attila per caso
Gianfranco Ferrari, Il colpo
Marco Vichi, L’appuntamento
Frank Gordon, Fermata Facoltativa
Tutte le informazioni su come mettere le mani sopra la strenna natalizia dell’Angolo Nero le trovate qui!
Abruzzo Cultura, 19/12/2010
dicembre 19th, 2010 § Lascia un commento
“365 Storie cattive”, 365 autori fra i quali una abruzzese (o quasi)
Assunta Altieri è uno degli autori dell’Antologia “365 Storie cattive”, raccolta di racconti brevi citata anche dal Corriere della Sera, che dalla sua uscita è balzata in vetta alle classifiche delle vendite on line. Assunta, dal 2004 vive in Abruzzo dove lavora come pubblicitaria coltivando la passione per la scrittura di racconti, alcuni dei quali pubblicati in raccolte on line e cartacee. L’abbiamo incontrata per parlare del libro.
Nella descrizione degli autori leggiamo “Assunta Altieri è una pubblicitaria, ma la sua vita è tutto il contrario della rèclame”. Sintesi che invoglia ad approfondire la conoscenza.
In realtà è una deformazione professionale: in pubblicità la sintesi è essenziale. Anche nella vita, a dire il vero, solo che spesso non ce ne rendiamo conto e sprechiamo tempo e parole. Uno dei motivi per cui amo i racconti brevi è proprio la necessità di essere essenziali, senza perdere di vista tutte le componenti della narrazione. Non poteva, pertanto, non interessarmi la sfida offerta da un’antologia di 365 storie di massimo 365 parole, che peraltro conteneva in sé un’altra sfida: scrivere una storia cattiva. Può sembrare strano in un contesto sociale e culturale che si basa sulla mancanza di etica, deontologia e – perché non dirlo? – sulla totale mancanza di bontà (che è cosa diversa dal buonismo), ma non è facile indagare l’aspetto emozionale della cattiveria. Non è facile trasformarla in letteratura.
Tu ami definirti una “quasi abruzzese”.
Sono una “quasi pugliese”, una “quasi emiliana”, una “quasi lombarda”, una “quasi ligure” perché amo il concetto armonico di territorialità e ho fatto mie le emozioni e le tradizioni che la gente delle città in cui ho vissuto ha saputo trasmettermi. C’è differenza fra “senso di appartenenza” e “mero campanilismo territoriale”: il primo è intelligente, il secondo ottuso. Dal 2004 sono una “quasi abruzzese” e mi piace perché con la gente d’Abruzzo ho in comune l’orgoglio e la testardaggine. D’altronde, mi risultano almeno altri due autori abruzzesi ne “365 Storie cattive” che vivono al Nord e quindi rappresento il giusto equilibrio.
“365 Storie cattive” è anche un progetto di solidarietà.
Il libro è una raccolta di 365 short stories – racconti brevi, di non oltre 365 parole – eterogenei ma con un’unica chiave di scrittura e lettura: la cattiveria. L’antologia nasce da un’idea di Paolo Franchini, scrittore di noir, per un intento benefico: l’intero ricavato va a sostegno dell’A.I.S.EA Onlus, l’associazione che affianca le famiglie italiane con un figlio affetto da emiplegia alternante (una malattia quasi sconosciuta, con 500 casi nel mondo di cui 40 in Italia: una delle malattie rare, insomma, per le quali Istituzioni e grandi finanziatori privati non nutrono particolare interesse).
La cattiveria per fare del bene, dunque?
In un certo senso sì, ma con una particolare attenzione ai contenuti. Penso che, soprattutto quando si è di fronte a un progetto che mira a raccogliere fondi, si debba avere il coraggio di abbandonare il pietismo che viene erroneamente ritenuto la chiave d’accesso all’area emozionale dell’umanità, mentre, a lungo andare, finisce per danneggiare le buone cause e ridimensionare i progetti al mero spazio della carità. “365 Storie cattive” riesce a superare questo limite e offre, nel contempo, una buona lettura ad un pubblico vasto di lettori, per la capacità dimostrata da Franchini di mettere assieme il sacro e il profano, scrittori di fama e successo nazionale (penso ad esempio a Marco Buticchi, il solo scrittore italiano inserito nella prestigiosa collana Longanesi de “I Maestri dell’avventura” accanto a Clive Cussler, Patrick O’Brian, Desmond Bagley, Wilbur Smith), scrittori emergenti, giornalisti e gente comune appassionata di scrittura. Ci sono storie per tutti i palati: storie sospese nell’inconscio, storie che indagano la quotidianità, storie che descrivono con sottile ironia tragedie che appartengono a tutti. Il merito di “365 Storie cattive” – uno dei meriti – è quello di smascherare la cattiveria, rendendola tangibile ed evidente anche in sé.
In Italia le antologie di racconti sono considerate letteratura di seconda categoria, ma, soprattutto in rete, si sta sempre più andando verso questo format.
È vero: c’era questa tendenza (e nel mondo analogico esiste ancora) di considerare i racconti “letteratura di serie B”. Peraltro un’anomalia tutta italiana. La Grande Letteratura ci ha regalato raccolte eccellenti, come quelle di Poe, Dickens, Steinbeck e molti altri. Fra i miei libri preferiti rientra senz’altro “Anatomia dell’irrequietezza”, raccolta di racconti di Bruce Chatwin. Internet ha fatto riscoprire la passione per il format delle short stories, anche per l’esigenza di sintesi che la lettura del testo on line richiede.
Questa non è l’unica antologia che annovera un tuo racconto.
Miei racconti (ma anche articoli o, utilizzando un linguaggio web, post) sono sparsi ovunque nella rete. Il mio racconto “Uno zingarello oggi a Torino” è stato selezionato per l’antologia on line “Corto si può fare” curata dalla scrittrice, candidata al Premio Strega 2010, Barbara Garlaschelli. Un mio racconto per bambini “Concetta e il ciondolo portafortuna” è stato selezionato e pubblicato nella raccolta “Una fiaba per Gramos”, altra bella iniziativa benefica curata dalla scrittrice Sabrina Campolongo. Ho curato personalmente due antologie in rete, in particolare “Randagi”, e-book che raccoglie racconti rimasti imbrigliati fra le maglie di una comunicazione troppo veloce che, sovente, non si sofferma neppure quell’attimo indispensabile a cogliere l’essenza delle parole. Randagi vanta la collaborazione di scrittori noti come Beppe Sebaste (che ha pubblicato con Feltrinelli, Einaudi, Laterza, ecc.) e Remo Bassini (direttore del quotidiano “La Sesia” di Vercelli e apprezzato autore di gialli), ma anche eccellenti emergenti come Lina Dettori (Eva Carriego) e la più apprezzata blogger italiana, attualmente scomparsa dalla rete, Babsi Jones (scrittrice per Rizzoli di “Sappiano le mie parole di sangue”). La raccolta ha ricevuto offerte di pubblicazione che, tuttavia, d’accordo con gli autori, ho deciso di non accogliere nell’ottica di favorire la diffusione della cultura on line e di offrire buona letteratura a un pubblico più vasto del sempre più ridotto parco di lettori.
Un’anticipazione sul tuo racconto e suggerimenti per la lettura di “365 Storie cattive”?
Il bello di una raccolta di racconti è che uno li legge come gli pare: salta le pagine, torna indietro, ne riprende uno che gli è piaciuto, fa collegamenti… Sono 365 storie, una al giorno per un anno! Con assoluta libertà.
Fare un’anticipazione su un racconto di 365 parole è complicato perché si rischierebbe di raccontarlo e si perderebbe il gusto della lettura. Posso dire, però, che scrivendo “Julia” ho sperimentato una narrazione un po’ diversa per me, ispirandomi alle atmosfere della cinematografia noir italiana e puntando sul concetto di fedeltà nell’ambito di una relazione consolidata. Con un finale a sorpresa. Il racconto è il n. 9, dire se piace o non piace è campo dei lettori. Io sicuramente mi sono divertita a scriverlo.
PuntoRadio, 18/12/2010
dicembre 18th, 2010 § Lascia un commento

Paolo Franchini e l’oro del noir
Etimologia
La parola che ci regala il tema di questa settimana è di derivazione latina. Dal latino volgare, per meglio dire: tutto nasce, infatti, da òrum, che il latino classico ci ripropone come àurum.
Ardere, rilucere, splendere: sembra siano questi i significati originari del termine, sebbene qualcuno preferisca ricorrere al sanscrito e far derivare la parola oro da hari, ovvero raggio di luce.
In ogni caso, mai come questa volta, siamo di fronte a un termine davvero prezioso.
Le classifiche
Per UniLibro, il volume più venduto in Italia questa settimana è il libro-panettone “Benvenuti nella mia cucina” di Benedetta Parodi che si piazza sul gradino più alto del podio davanti a Umberto Eco e Giorgio Faletti.
Per Ibs, invece, il giallo/noir più venduto si conferma quello del buon Faletti: il suo “Appunti di un venditore di donne”, comunque, è sempre tallonato dal solito Camilleri.
Su www.varesenoir.tk, comunque, queste classifiche complete, ma anche molte altre.
Qualche consiglio di lettura noir
La chiave d’oro (di Masot Núria)
Euro 9,50 – Pagg.317 – Mondadori
Siamo in Spagna, a pochi anni dal 1300. Per il templare Guglielmo c’è una nuova missione: recuperare il misterioso libro “La chiave d’oro”, un volume scampato alle fiamme dell’Inquisizione. L’ultimo possessore conosciuto sarebbe un certo Adalberto che, però, non ha alcuna intenzione di rivelare i propri segreti. Anzi, prima morire, medita una vendetta contro alcuni membri dell’Inquisizione che gli hanno inflitto, in passato, grandi dolori. Quello del templare è un viaggio vero e proprio, quindi, un viaggio in compagnia di strani personaggi con cui dovrà destreggiarsi fra intrighi politici e religiosi (un po’ come oggi, diciamo) prima che sia troppo tardi. Prima di perdere la sua stessa vita, insomma.
Se vuoi, compralo qui: http://www.libreriauniversitaria.it/chiave-oro-masot-nuria-mondadori/libro/9788804597216?a=342129
Oro, incenso e polvere (di Valerio Varesi)
Euro 9,50 – Pagg.247 – Sperling & Kupfer
Una notte di nebbia, a cui Soneri è abitato, un incidente sull’Autostrada del Sole, un cadavere carbonizzato che – strano, ma vero – non c’entra con quel disastro. Il commissario Soneri, reso celebre dalla serie TV che gli ha affibbiato la faccia di Luca Barbareschi, comincia la sua indagine e scopre l’identità della vittima: una rumena, una donna bellissima, una delle tante che, per campare, se la fanno con i ricchi. Una storia brutta fina dall’inizio, una vicenda che costringe il poliziotto a fare i conti con tutto il marcio della città che ama.
Se vuoi, compralo qui: http://www.libreriauniversitaria.it/oro-incenso-polvere-varesi-valerio/libro/9788860616807?a=342129
Compleanno letterario
Festa grande questa settimana perché, il 16 dicembre, ha spento la bellezza di 235 candeline la scrittrice inglese Jane Austen, una preromantica ma, soprattutto, una delle autrici più famose e conosciute d’Inghilterra.
Un titolo per tutti: “Orgoglio e pregiudizio”, un’opera conclusa dalla Austen nel 1797 e pubblicata solo nel 1813 e, come sappiamo, finita più di una volta sul grande schermo.
Una curiosità: nel 2008 è stato pubblicato un romanzo, “Il diario perduto di Jane Austen”, che narra di un’immaginaria storia d’amore tra la scrittrice e un certo signor Ashford, un personaggio ispirato ai principali eroi che hanno vissuto una vita da protagonista nei vari romanzi della Austen.













